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Sichuan (Cina)

La città dei monaci

Le abitazioni di studenti religiosi e laici sono costruite in legno, come da antica tradizione. Nei mesi invernali questi piccoli cubi vermigli faticano a proteggere i loro abitanti dai venti  gelidi della valle, e il rischio di incendi è sempre piuttosto alto.

La città deve essere al più possibile autosufficiente. Per soddisfare il fabbisogno di energia, anche le onnipresenti ruote della preghiera, dette chokhor, sono dotate di una piccola dinamo che trasforma il movimento impresso loro dai monaci in energia elettrica.

L’accademia accoglie tutti coloro che intendono elevarsi nello spirito e nell’apprendimento. Ma solo ai monaci e alle monache più brillanti, dopo anni di studi rigorosi, pratiche e meditazioni,  viene conferito il titolo di Kenpo .

I monaci stessi si occupano della manutenzione dell’intero villaggio, oltre che della costruzione delle abitazioni in stile tradizionale, aiutandosi a vicenda. Ogni giorno, in piccole cucine, gruppi di studenti preparano i pasti per tutti gli abitanti.

L’obiettivo di questo speciale istituto di formazione può essere sintetizzato in quattro punti: unire i buddisti in armonia; sostenere i precetti puri; studiare, riflettere e praticare il Dharma; diffondere il Dharma affinché ne beneficino tutti gli esseri viventi.

Puoi trovare la versione integrale di questo reportage su:

OASIS – Rivista di cultura ambientale – n. 217

Abitare il mondo – volume edito da White Star – National Geographic

Proiezione – Incontro “Abitare il mondo”

Puoi controllare se la presentazione di questo reportage è programmata sul nostro CALENDARIO PROIEZIONI